Federfarma Catanzaro

04/07/2019

Computo fatturato SSN e sconti SSN - Sentenza del Tribunale di Trento

Federfarma fa sapere che in merito all’annosa questione dei criteri di computo del “fatturato annuo SSN” ai fini dell’applicazione degli sconti SSN, il Tribunale Ordinario di Trento, decidendo un contenzioso sorto nel 2016 tra diverse farmacie della provincia di Trento e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS), ha fornito interpretazioni di particolare interesse e rilievo.
In materia di computo del “fatturato annuo SSN” ai fini dell’applicazione degli sconti SSN il Tribunale ha affermato che:
1) gli eventuali contenziosi devono essere definiti dal Giudice civile e non da quello amministrativo;
2) il nuovo criterio dettato dalla legge 145/2018 non si applica sulle DCR presentate negli anni precedenti il 2019.
3) il ricavato dalle prestazioni di assistenza integrativa è escluso.
Il contenzioso in commento era nato a seguito della decisione presa dall’APSS, a fine 2015, di rideterminare, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato che ricomprendeva l’integrativa nel “fatturato annuo SSN”, i criteri per stabilire il “fatturato annuo SSN” e, conseguentemente, di ricontabilizzare lo sconto SSN e la tariffazione delle strisce glicemiche.
La presente sentenza, come detto, ha accolto integralmente la tesi delle farmacie, offrendo spunti di particolare interesse e importanza.
In primo luogo, il Tribunale ha affermato che la materia ricade nella giurisdizione del giudice ordinario e non del giudice amministrativo.
Particolare interesse suscita quanto statuito dal Tribunale in merito agli effetti del nuovo art.1/40-bis introdotto dalla L.145/2018. Come è noto, tale norma stabilisce le voci che devono essere computate nel “fatturato annuo SSN” e fa salve le determinazioni che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno assunto in materia fino alla data del 31 dicembre 2018.
Nella sentenza si precisa che per la determinazione del “fatturato annuo SSN” ci si deve riferire esclusivamente alla vendita di “specialità medicinali” e non alle altre prestazioni rese dalle farmacie.
A tale decisione il Tribunale è pervenuto rilevando che l’art. 40 della legge n. 662/96 riguarda esclusivamente la disciplina delle quote di spettanza dei farmacisti sul prezzo di vendita dei medicinali, senza alcun riferimento al corrispettivo per altre prestazioni rese dalla farmacia. Per ragioni di coerenza, dunque, il “fatturato SSN” deve riferirsi esclusivamente alla vendita di farmaci.
Inoltre, la sentenza ricorda che anche il DM 3/12/10, che stabiliva ulteriori agevolazioni sullo sconto dovuto al SSN negli anni 2008 in favore delle farmacie con fatturato ridotto, determinava il criterio di quantificazione del “fatturato SSN” ai fini della determinazione dello sconto, individuandolo nel solo fatturato relativo alla erogazione di farmaci in convenzione.
A proposito, il Giudice tiene a sottolineare espressamente la coerenza di una tale interpretazione in funzione del ruolo delle farmacie rurali: “tale interpretazione del resto è coerente con la ratio della disciplina generale in materia di sconti riconosciuti alle farmacie rurali … di assicurare la permanenza delle farmacie che assicurino i propri servizi anche in zone che, per essere scarsamente popolate, possono assicurare introiti solo in misura limitata. Deve ritenersi che la funzione principale delle farmacie sia quelle di erogazione di farmaci a carico del servizio sanità nazionale, poiché si tratta di farmaci che vengono ritenuti di particolare importanza per garantire ai cittadini un livello di cure irrinunciabile.”.
“Pertanto – si rileva ancora nella sentenza - a fronte di fatturati limitati relativi alla vendita di farmaci, si giustifica il riconoscimento di particolari vantaggi in favore delle farmacie, vantaggi che costituiscano incentivi alla permanenza delle stesse su determinati territori. Peraltro solamente la vendita di farmaci garantisce in astratto a tali tipologie di farmacie un fatturato costante, posto che, trattandosi di farmaci che sono integralmente ovvero in misura rilevante a carico del servizio sanitario nazionale e che si riferiscono a patologie diffuse ed importanti, la vendita non dovrebbe subire flessioni in relazione alla situazione economica dei singoli utenti. Viene quindi garantita alla farmacie rurali la possibilità di effettuare una valutazione circa la convenienza di proseguire attività imprenditoriale, anche in proiezioni future, assicurando una maggiore stabilità sul territorio.”
Fonte: Federfarma.it

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